"Non si tratta solo di migranti", si tratta di... VALERIO!

“Non si tratta solo di migranti”, si tratta di… VALERIO!

Mi chiamo Valerio e ho 29 anni. Sono nato e vivo a Roma a Val Melaina, realtà storica di una delle comunità scalabriniane presenti in Italia. E’ proprio grazie alla realtà giovanile della mia parrocchia che fin dall’età di 15 anni sono entrato in contatto con il Carisma Scalabriniano e con la realtà delle migrazioni. A quell’età non sapevo cosa volesse dire essere “migrante”, era un concetto troppo lontano da me e dalla mia piccola realtà di periferia dove di stranieri se ne vedevano pochi e le giornate passavano veloci tra amici, scuola e oratorio. Ma ero curioso, questo sì, e proprio quella curiosità mi ha portato a scoprire giorno per giorno, esperienza dopo esperienza, quell’idea così complessa e allo stesso tempo così semplice da comprendereun’idea di uguaglianza e di fratellanza umana oltre ogni confine.

Gli anni passavano e, la laurea in logopedia ed in seguito il mondo del lavoro, mi spingevano ad esplorare ambiti diversi e distanti da quella realtà interculturale che tanto mi affascinava. Sentivo di dovermi mettere ancora in gioco per capire e vivere le migrazioni sulla mia pelle. Per questo un giorno decisi di regalarmi un’opportunità, e dopo aver partecipato agli incontri di formazione dell’Agenzia Scalabriniana per la Cooperazione allo Sviluppo – ASCS per il volontariato internazionale, volai in Boliviaper trascorrere tre mesi come volontario nei progetti scalabriniani presenti sul territorio. Così diventai Migrante tra i migranti. Ho vissuto nella Casa del Migrante di La Paz dove, cercando di essere utile agli ospiti presenti in casa, ho riempito il mio zaino di storie, speranze, sorrisi e lacrime: tasselli preziosi di un puzzle che finalmente ero riuscito a completare. Accoglienza, integrazione e tutti gli altri concetti di cui avevo tanto sentito parlare cominciavano ad essere per me pane quotidiano, e solo allora sono riuscito a comprenderli nel profondo.

Tornato da questa breve ma intensa esperienza, grazie allamicizia fraterna che mi lega ad Emanuele, Direttore esecutivo di CS634, ho avuto l‘opportunità di veder nascere il progetto di Casa Scalabrini 634. Fin da subito ho potuto toccare con mano quell’accoglienza così avvolgente, gratuita e spiazzante, che ancora oggi a distanza di quattro anni riempie il cuore ogni volta che si varca la porta d’ingresso.

Casa Scalabrini 634 è la prova che fare esperienza di un’integrazione reale, oltre ad essere una buona idea, è un regalo che ognuno di noi dovrebbe fare a se stesso. Perché ognuno di noi ha bisogno di essere accolto, ognuno di noi ne ha il diritto!