"Non si tratta solo di migranti", si tratta di... CLAUDIO!

“Non si tratta solo di migranti”, si tratta di… CLAUDIO!

4 Gennaio 2001 “Loreto” Casa Scalabrini, una data da ricordare! In realtà tutto nasce per caso la sera del 3 Gennaio 2001 quando il mio amico fraterno Davide mi propone un ritiro di 4 giorni per giovani organizzato dai Missionari Scalabriniani. Scalabriniani? Chi? Conoscevo il nome ma non la storia eppure, non so dire perché, il mio fu un sì immediato, e so che da lì in poi gli incontri sono stati tanti e diversi ed hanno arricchito la mia vita.

Oggi, a distanza di 18 anni, sono qui a Casa Scalabrini 634 a Roma a scrivere di me e di questi primi 18 anni nei quali ho cercato di apprendere, spero umilmente, il carisma del Beato G. Battista Scalabrini e dei suoi missionari di San Carlo, che dal 1887 sono al servizio dei migranti sostenendo la cultura dell’accoglienza e dell’incontro tra i popoli come crescita dell’umanità fin dalla nascita dell’uomo.

Sono qui in questa Casa, che sento un po’ mia, come operatore, ma non dimentico cosa ha rappresentato per me. Sì, perché qui c’era il seminario romano scalabriniano, e qui si radunava settimanalmente il gruppo giovani “Piedi a colori” di cui ho fatto parte.

La possibilità di conoscere i tanti seminaristi, oggi per lo più sacerdoti e missionari, ha sicuramente contribuito alla mia formazione ma più di tutti lo hanno fatto gli incontri con i migranti delle comunità etniche locali. Per tre anni infatti, la domenica, ho partecipato con il “Gruppo Contatto” scalabriniano agli incontri nelle varie cappellanie dislocate nelle chiese di Roma e ho potuto ascoltare testimonianze e storie direttamente da chi le ha vissute. Ad ogni incontro la prima cosa che mi colpiva era l’accoglienza unita alla voglia di condivisione e di conoscenza dell’altro. Il poter conoscere le diverse culture, assaporando cibi, ascoltando canzoni e suoni per lo più dal ritmo incalzante, cercando di pronunciare parole a me incomprensibili scatenando l’ilarità degli interlocutori mi ha aperto ancora di più gli occhi ed ha contribuito ad abbattere alcuni muri mentali che avevo.

Attualmente a Casa Scalabrini 634 sono il responsabile per la sensibilizzazione del tema migratorio. Mi spiego meglio: mi occupo di organizzare incontri, in strutture esterne o internamente alla casa, in cui i beneficiari hanno la possibilità di condividere il proprio pensiero sul tema migratorio ed allo stesso tempo hanno la possibilità di ascoltare una testimonianza diretta di migrazione forzata. Il confronto fra le parti è sempre importante soprattutto quando c’è voglia di conoscere prima di giudicare. La mia esperienza precedentemente descritta mi è molto utile oggi, e quando sono di fronte ad un bambino di 6 anni o ad un adulto di 60, con le dovute proporzioni, faccio tesoro dei tanti insegnamenti che i migranti mi hanno dato e mi danno tutt’ora.

Negli ultimi 4 anni con il progetto “DIALOGHI”, così si chiama la sensibilizzazione a Casa Scalabrini 634, ho incontrato 10.000 tra bambini ed adulti e ho ascoltato e fatto ascoltare storie di vita migratoria di diversa natura etnica, culturale, ideologica ma più di tutto credo di aver condiviso il dialogo e le esperienze e nel mio piccolo di aver abbattuto insieme qualche muro: indifferenza, egoismo, superficialità, disprezzo, paura.

Il mio ringraziamento va a Scalabrini e ai migranti in generale … quindi a tutti noi. Perché come ci ricorda Papa Francesco “Non si tratta solo di migranti”… si tratta di TUTTI NOI!